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Terre Unite Dal Mare

Premessa

Durante il percorso della mia carriera ho capito come la Sicilia, il mio territorio, sia il frutto delle contaminazioni dei popoli che hanno vissuto in questa terra. L’arte culinaria del mio territorio non è altro che il frutto di queste diverse esperienze.

Dominazione dei greci, dei romani, dei normanni, arabi, fenici, fino ai francesi, e agli spagnoli: oggi, io sono l’eredità di tutte queste culture.
Ancor di più quindi mi vorrei spingere a ricercare quelle stesse esperienze nei diversi Paesi del Mediterraneo, perché mi sono accorto che i miei gesti sono simili ai gesti di altri cuochi e i miei viaggi mi hanno portato a capire che il territorio sul quale insisto ogni giorno è simile in tutti i Paesi del Mediterraneo con la sola differenza del microclima, della stagionalità, degli usi e dei costumi di ognuno di essi.
Mi viene spontaneo cercare di capire com’è il rapporto con il territorio per i miei colleghi, con la materia prima di quel territorio, con le stagioni.
È questa ricerca dei gesti che mi ha fatto notare come il fenomeno della globalizzazione, per quanto abbia portato ricchezza, ha d’altra parte scalfito le tradizioni dei popoli.
Io penso che il cuoco sia l’unico oggi che possa recuperare i gesti che non vengono più tramandati da madre a figlio. Nel momento in cui cambiano le abitudini, cambia anche la cultura: si perdono le tradizioni, e con esse, si perdono secoli di storia.
Gli ingredienti che prima avevano un valore adesso non lo hanno più, perché viene meno la richiesta. Alla perdita di valore della materia prima si affianca la perdita di valore del lavoro dell’artigiano o del contadino o del pescatore o del produttore e così la perdita della tradizione, della storia e di quei saperi diventa perdita di valore del lavoro e impoverimento di tutta la filiera.
Non c’è più la sostenibilità economica e sociale.
Per questo nasce l’idea di ‘nnumari.
‘nnumari è il momento di convivio in cui alla stessa tavola ci si confronta su come ogni cuoco di ogni Paese del Mediterraneo lavora la stessa materia prima o di come lo stesso cuoco riscontri problematiche simili, o di come abbia già analizzato quel problema e trovato una soluzione, coinvolgendo tutta la filiera.
Allora mi sono detto: perché non portare a quel tavolo anche la filiera stessa? E perché non portare a quel tavolo anche altri interlocutori per far diventare quel convivio un pensatoio aperto ad artisti, comunicatori, economi, imprenditori?

Siamo tutti parte del Mediterraneo, abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni, insieme.
Lo scopo di ‘nnumari è quello di studiare modelli di sviluppo economici, sociali, ambientali sostenibili, comuni a tutti i popoli del Mediterraneo.
Vorrei parlare in particolar modo del mare.
Il cuoco si mette a disposizione per far riflettere la filiera sulla sostenibilità del mare. Io lo considero come un orto e mi pongo una domanda: perché a quell’orto non sono state applicate le stesse regole di quelle della terra? Perché non c’è la stessa attenzione? Perché non è tutelato?
Nel momento in cui tratto il mare come un terreno senza regole posso anche uccidere la pianta che vi cresce prima ancora che quella pianta abbia fatto il frutto e allora non mangerò mai quel frutto e non saprò mai che gusto avrebbe avuto.
Il rischio che corriamo oggi con il mare è di perdere per sempre le sue ricchezze. Dobbiamo riflettere quindi su come governare il Mediterraneo, su come gestirlo, su come farlo diventare patrimonio di tutti.
Il problema, come purtroppo è già successo, è che venga meno l’esperienza e che, con essa, si perdano la tradizione e la cultura, lasciandoci al loro posto solo fotografie sbiadite. Quei territori simili, quei gesti uguali, mi fanno pensare che tutti quei Paesi non sono divisi dal Mediterraneo, sono terre unite dal mare.

progetto ‘nnumari

Dal 2 al 4 ottobre 2019, sulle coste meridionali della Sicilia, nella provincia di Agrigento, lo Chef bistellato Pino Cuttaia, ideatore e promotore dell’evento, ha chiamato a raccolta cuochi del Mediterraneo, giornalisti, economisti, pescatori, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori per riflettere sulla sostenibilità del Mediterraneo e per costruire modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi.

Luogo storico di contrasti e scambi culturali, il Mediterraneo è stato per secoli il mare nostrum, bacino sulle cui sponde si sono affacciate le più grandi civiltà del passato, collante tra imperi differenti e sulla cui superficie sono state intrecciate fin dall’antichità reti di relazione saldissime, capaci di travalicare confini fisici, politici e amministrativi. Un’unità culturale caleidoscopica, fortemente legata alla sua conformazione fisica, sul cui specchio si sono riflesse per secoli le identità dei popoli che lo hanno abitato. Identità che tutt’oggi si scontrano nella ricerca incessante di una legittimazione, che sia nel contempo salvaguardia delle individualità specifiche e rispetto di quel senso di appartenenza più ampia che il Mediterraneo evoca.
Il format si configura fin dalla sua prima edizione come un appuntamento fondamentale per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Mediterraneo e dell’economia che ruota intorno al suo centro; un appuntamento annuale di confronto, che riunisce intorno a tavoli di lavoro tutti gli interlocutori della filiera di cui la figura del cuoco è catalizzatrice. Punto di partenza dell’evento sarà la riflessione sul ruolo del cuoco in un contesto storico, geopolitico, economico, ambientale e climatico soggetto a profondi mutamenti: come ha ricordato Pino Cuttaia nella premessa, viviamo in un territorio comune unito dal Mediterraneo, siamo l’eredità delle contaminazioni avvenute in secoli di storia. Ciò che siamo oggi è il frutto di quelle alchimie. Il cuoco è espressione della tradizione e al contempo dell’innovazione di un territorio, è custode di gesti antichi e nuovi, è racconto e saggezza affidata ai sapori, è, in altre parole, l’ambasciatore dell’arte culinaria, stimolo a nuove produzioni. Cosa può fare allora il cuoco per far sì che quella cultura non si perda? Come può realizzare una casa in cui raccogliere e raccontare le culture che arricchiscono l’arte della cucina mediterranea?
Alla base di ‘nnumari c’è un’idea forte. L’idea che la cucina e il cibo abbiano la capacità di connettere le persone, favorendo il confronto tra tradizioni, gesti, culture. Condizione base dell’esistenza, il cibo è la chiave che apre le porte della conoscenza e dell’accoglienza, è al contempo ciò che permette di vivere e ciò che alimenta economie, relazioni, scambi, politiche. Dal cibo e dalla cucina ‘nnumari trae la sua forza ispiratrice, ed è sul valore concreto che il cibo e la cucina rappresentano che ‘nnumari ha deciso di fondare la sua riflessione, evidenziandone al contempo le sfumature simboliche, i contesti semantici, le connessioni interdisciplinari, la valenza di interscambio culturale.
La riflessione di ‘nnumari parte dunque dagli ingredienti dei popoli per arrivare a soluzioni collettive di problemi particolari, dove “particolare” e “collettivo” assumono di volta in volta la connotazione di un territorio, di una materia prima, di una pratica economica, di un progetto sostenibile, di un’idea innovativa.
‘nnumari sceglie il cibo e il suo linguaggio universale per tracciare un filo rosso tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, usa le mani dei cuochi per provare a narrare un modo nuovo di vivere il mare, la terra, il lavoro, l’arte culinaria, la cultura.
Per questo il palinsesto dell’evento sarà composto da diversi momenti cardine che si alterneranno nel corso dei tre giorni della manifestazione. La sfida è riuscire a offrire ai partecipanti una visione quanto più ampia e approfondita dei temi trattati e un’occasione concreta di confronto e incontro.
Per questo ’nnumari sarà̀ al contempo:
Network. Un tavolo a cui siedono cuochi, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori per analizzare e produrre modelli sostenibili di sviluppo territoriale.
Factory. Uno spazio per elaborare idee, un pensatoio dal quale e nel quale, a partire dai valori, che uniscono le persone che vivono il Mediterraneo come risorsa e patrimonio da tutelare, si possa delineare una ricerca di progetti condivisi, caratterizzati dal rispetto della sostenibilità.
Knowhow. Un’osmosi tra esperienze virtuose, un’occasione per connettere le tradizioni locali al fine di realizzare una sintesi operativa dei saperi al servizio del patrimonio da tutelare.
Heritage. Un processo per la valorizzazione delle culture locali che, attraverso il coinvolgimento dei vari soggetti territoriali, sancisca un patto condiviso per la difesa del territorio comune sul quale diverse culture si tramandano e prosperano come occasioni di coesione e inclusione sociale.
Innovation. Concependo il cuoco come il motore, si conferiscono alla macchina messa in moto dal progetto tutti gli elementi necessari per la diffusione di nuovi modelli di sostenibilità̀ comuni a tutto il Mediterraneo.

Obiettivi

Attraverso il legame tra arte della cucina, territorio ed economia, ​‘nnumari individua nel convivio la forma ideale per il confronto costruttivo tra tutti gli attori della filiera legata al mare Mediterraneo, al fine di:

  • creare e diffondere nuovi modelli di sviluppo che uniscano conoscenza, etica e sostenibilità a partire dalle esperienze esistenti in altri territori, collaborando con tutte le realtà dei Paesi mediterranei.
  • Realizzare e promuovere uno sviluppo valutabile in termini:
    • economici (potenziamento dell’economia e del turismo)
    • sociali (sviluppo del capitale sociale e di reti di prossimità nonché creazione di occasioni di condivisione)
    • culturali (sviluppo di nuove pratiche e stili di vita).
  • Rendere ​‘nnumari uno spazio di incontro capace di catalizzare processi culturali e sociali orientati verso lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche e agroalimentari, nel rispetto della filiera lavorativa.
  • Dare vita a un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico dei territori, un aggregatore di progettualità nazionali e internazionali, un luogo ​del ​Mediterraneo e ​per il Mediterraneo in cui contenuti unici e discipline differenti trovino una sede comune per fare gemmare nuove contaminazioni.

Temi

Recupero delle professioni tradizionali
Favorire la riflessione sul ritorno al lavoro artigianale come risorsa per il futuro, attraverso il recupero e la promozione di mestieri legati al lavoro manuale (pastorizia, enogastronomia, agricoltura, artigianato, pesca…), espressione delle tradizioni e delle culture dei popoli.

Valorizzazione della tradizione mediterranea
Sostenere le lavorazioni che affondano le proprie radici nelle tradizioni culturali dei paesi mediterranei, legate alla pesca, alla raccolta del sale, alla coltivazione delle olive e della vite, supportando l’economia locale e analizzando i meccanismi che regolano i mercati al fine di individuare, da un lato, comportamenti di acquisto consapevoli e, dall’altro, salvaguardare procedimenti antichissimi nel rispetto della tradizione e di tutti gli elementi che compongono il complesso ecosistema mediterraneo.
Rispettare la biodiversità, selezionando risorse ittiche la cui biomassa non sia sovrasfruttata, privilegiando il pesce povero e la stagionalità, minimizzando l’impatto ambientale aggiuntivo dovuto a conservazione e trasporto e promuovendo la diffusione di abitudini alimentari ecologicamente responsabili.

Promozione di comportamenti etici
Contrasto all’inquinamento: ​ porre il tema del rispetto del mare come una prassi abituale, da declinarsi nella quotidianità dei gesti privati e collettivi degli operatori del settore ittico, così come dei singoli individui nella doppia veste di cittadini e consumatori. Tutela del lavoro: rispettare i diritti di tutti gli operatori della filiera garantendo loro un salario minimo, accesso alle cure mediche e applicando misure di sicurezza secondo i requisiti di legge.

Cuochi
Un gruppo di Chef rappresentativi di tutti i Paesi del Mediterraneo

Giornalisti
Esponenti di testate nazionali e internazionali, esperti in diversi settori: Food, Cultura, Economia, Lifestyle

Sponsor
Partner tecnici, Enti collaboratori, Aziende sostenitrici, Fondazioni ed Enti bancari

Relatori
Professionisti di settore, appartenenti a prestigiose organizzazioni internazionali:

  • Unimed – Università del Mediterraneo
  • Fao – Food and Agriculture Organization
  • WWF– World Wide Fund for Nature
  • Prima foundation – Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area
  • Worldrise Onlus

Studenti
Un gruppo di giovani selezionati per partecipare al progetto della Summer School, provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo e iscritti a corsi universitari di ​Marketing, Comunicazione, Economia, Agraria, Giornalismo.

I format
‘nnumari avrà una struttura articolata, strutturata in alcuni momenti cardine che individuano a loro volta format​ replicabili nel tempo:

Momenti conviviali
I pranzi e le cene, previsti nel corso di ​‘nnumari saranno rivolti ai protagonisti della manifestazione. Il senso di queste occasioni speciali è uno dei punti salienti della manifestazione: sedere alla tavola di ognuno dei cuochi ospiti della manifestazione sarà come essere accolto in ciascuna delle loro case, ospiti desiderati, figli nutriti dai gesti amorevoli di una madre. Il cibo è, nella tradizione di ogni Paese del mondo, segno di accoglienza, attimo speciale in cui si mostrano, condividono, scoprono i gesti e gli ingredienti comuni, punto di incontro e confronto con l’altro.

Struttura dell’evento

Tavole di lavoro
Se il cibo è idealmente il primum mobile della manifestazione, il viatico per l’analisi delle esperienze e il confronto tra le parti non potrà che essere il convivio. Obiettivo delle tavole di lavoro sarà quello di favorire l’incontro tra i protagonisti della filiera legata al settore agroalimentare, di chi intorno al mare vive, lavora, progetta: pescatori e ristoratori, produttori, artigiani, operatori del turismo, investitori, biologi, agronomi, storici, professionisti del settore. Una polarizzazione di realtà differenti che si rinnovano e ricercano con intensità strade nuove.

Talk
Durante l’evento, ampio spazio verrà dato alle occasioni di racconto e scambio. Al centro dei dibattiti ci saranno i temi portanti dell’evento: dalla sostenibilità della filiera di lavoro allo sfruttamento consapevole delle risorse, dalla ricerca di scenari di sviluppo comuni all’analisi di buone prassi, dalla promozione di comportamenti etici d’acquisto alla valorizzazione di mestieri antichi e tradizioni locali. Comune denominatore di questi momenti sarà il desiderio comune di conoscere e raccogliere le esperienze degli altri, per provare a farle proprie, innescando processi virtuosi e modelli innovativi.

Esperienze sul territorio
Momento fondamentale per la conoscenza del territorio e delle sue diverse sfaccettature sarà la possibilità di vivere esperienze a diretto contatto con i produttori, gli artigiani, i pescatori, i coltivatori. Obiettivo principale di questi momenti immersivi è quello di offrire ai partecipanti la possibilità di toccare con mano le realtà di cui si discute all’interno della manifestazione, per riportare all’interno di ​‘nnumari ​spunti e riflessioni nati sul campo, per provare a disegnare soluzioni comuni, convergenze, nuove idee di sviluppo.

Summer School
Con la collaborazione di Unimed, un gruppo di studenti universitari, provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo e impegnati in diversi percorsi di specializzazione (Marketing, Comunicazione, Economia, Agraria, Giornalismo) soggiorneranno a Licata per una settimana speciale di formazione. Alle lezioni frontali in aula, i ragazzi potranno abbinare esperienze immersive nel territorio ed escursioni ad hoc (come partecipare a una battuta di pesca con i pescherecci locali, visitare una azienda vitivinicola per partecipare alla raccolta dell’uva, visitare la Valle dei Templi…). Inoltre, durante il pomeriggio, prenderanno parte al programma di ​’nnumari​, partecipando in modo attivo ai diversi momenti di confronto con i protagonisti della manifestazione.

Masterclass
Durante l’evento si terranno le masterclass degli Chef. Al centro della scena, ci saranno di volta in volta i cuochi a partire dal proprio territorio, ognuno dei presenti racconterà la specificità della propria terra attraverso un ingrediente o una ricetta. Il tema delle lezioni sarà unico: una sorta di fil rouge che tramite la prossimità di gesti, usanze e culture, sottolineerà ancora una volta l’unione di tutti i popoli del Mediterraneo.

Sviluppi futuri

Un marchio per il Mediterraneo

Nel futuro di ​‘nnumari c’è tanto impegno e ci sono tanti sogni. Scegliamo di raccontarne uno, con le parole di Fulvio Marcello Zendrini che per primo, insieme a Pino Cuttaia, ne ha tracciato i contorni.
Viviamo di Made in Italy.

Pensiamo fortemente che promuovere i nostri prodotti come provenienti dall’Italia, la nostra nazione, sia fonte di preferenza, di predilezione, di migliore scelta.
Ma chi l’ha detto.
Chi lo può provare?
L’esperienza e la qualità, direte voi.
E probabilmente avete ragione.
Il design innovativo e lo stile che li differenzia.
Anche questo giusto.
Ma siamo certi che in un mondo che cambia, che necessariamente, al di là di assurde chiusure al diverso e allo straniero, deve accogliere etnie, colori, pensieri e cibi diversi sia ancora possibile identificarsi in una nazione, in uno stato, e definirla “migliore” solo perché Italiana?
Noi pensiamo di no.
Pensiamo che il valore vero, la vera chiave di volta stia nella differenza, o meglio nell’incontro ed incrocio di diverse culture, colori, lingue, pensieri, musiche e cucine.
E cosa meglio del grande anello del Mediterraneo può dar valore a questa affermazione? Cosa può essere più rappresentativo di questa meravigliosa melting pot che va dalle piramidi ai Templi della Grecia antica, dalle arene dei toreri al Colosseo romano, dal deserto africano alle Nevi delle Alpi, dai souk di Marrakech alla Tour Eiffel?
E la stessa cosa si può dire dei prodotti della terra e dei contadini, decine di tipi di olio d’oliva, centinaia di formaggi, moltitudini di prosciutti, salami, salsicce e insaccati.
E ancora pasta, dalla semola del cous cous fino ai paccheri e agli spaghetti.
E pomodori in mille modi, melanzane senza fine, vini di ogni genere per soddisfare le tavole più raffinate.
Non so.
Non so chi può avere idee diverse o sostenere tesi differenti: questa moltitudine di sapori, odori, sentire, vedere, annusare… è più grande, migliaia di volte, di ogni prodotto “nazionale”.
È l’unione che fa la differenza, è la differenza che fa la forza.
E quindi… ecco l’idea: creare un marchio ​‘nnumari​, un unico segno che possa contraddistinguere le mille diverse ma uguali idee, prodotti, produzioni e prelibatezze che nascono nel Mediterraneo e che dal sole, mare, terra e mani del Mediterraneo trovano linfa e ispirazione.
Un cerchio che, di qua e di là del mare, unisce quello che gli uomini, a volte, nei secoli hanno tentato di dividere ma che invece si è sempre ripresentato unico, coeso, intrecciato sotto lo stesso sole e gli stessi venti.
Quei venti che portano in tutto il mondo il suo canto, un canto di sole e di civiltà.

Cosa ne pensi?

‘nnumari è un progetto ambizioso in cui noi crediamo molto. Il tuo sostegno, anche se simbolico, per noi è importante.